CREARE UN ALLEANZA DI CERVELLI PER COSTRUIRE UN’IDEA DI IMPRESSA CHE SIA DI SUCCESSO

Proprio cosi: è grazie a una “alleanza di cervelli” che nascano le più grandi idee di business. 

Se siamo circondati da menti con grandi capacità, le stesse di cui non siamo dotati, saremo incondizionatamente influenzati positivamente da loro, facendo crescere la nostra consapevolezza e conoscenza. Giusto per darti un esempio vorrei raccontarti un aneddoto di Henry Ford
Durante la Grande Guerra un quotidiano di Chicago pubblicò un articolo in cui definiva Ford un “pacifista ignorante”. Nel caso non conoscessi la sua personalità devi sapere che ha sempre avuto un carattere molto duro e orgoglioso. Adesso potrai immaginare che, con un carattere così, non ci penso due volte a querelargli. In tribunale trovò una difesa raccapricciante. Per dare autenticità l’avvocato della testata giornalistica fece un test di cultura generale a Ford, davanti a tutta la giuria e partecipanti. In effetti lui non riuscì a rispondere neanche a una delle domande. Essendo un uomo cresciuto in campagna gli restò difficile rispondere. Henry non terminò neppure  gli studi di base per entrare subito nel mondo del lavoro, figurati quanto poteva interessargli gli argomenti di cultura generale quando aveva in testa solo carburatori e pistoni. Lui però non fece una piega! Si alzò in piedi e disse “se volessi davvero rispondere a una delle tante stupidi domande mi permetto di ricordarle che sulla mia scrivania dispongo di una fila di pulsanti elettrici e che premendo il tasto destro rosso posso chiamare in mio aiuto una persona in grado di rispondere a qualsiasi domanda lei faccia! La mia mente é concentrata nel business a cui sto dedicando la maggior parte dei miei sforzi. Ora, vuole spiegarmi perché dovrei ingombrare il mio cervello con delle nozioni generali, quando dispongo delle persone che possono fornirmi qualunque conoscenza di cui abbia bisogno?”  Tutti rimasero senza parola. Era senza dubbio una risposta logicamente ineccepibile.


Questo aneddoto è uno dei tanti esempi calzanti che interpreta la giusta ricetta per creare un valore concreto in una organizzazione. L’imprenditore moderno, non lontano dal diciannovesimo secolo, come il buon burbero Henry Ford ci insegna, è fondamentale circondarsi di persone che siano complementari alle proprie conoscenze.  Henry Ford, di fatti, per accrescere la sua conoscenza, scelse come amico Thomas Edison (grande imprenditore e suo ex titolare), ma non solo. Il vero salto di qualità iniziò quando radunò intorno a sé tre menti brillanti: Harvey Firestone (sì, quello delle gomme), John Burroughs (scrittore saggista che contribuì nel marketing comunicativo rivolto al giusto target), Luther Burbank e Frederick Taylor che lo aiutarono a creare il “fordismo” (la catena di montaggio con la produzione di massa).

Con Taylor il buon vecchio Ford fu uno dei primi ad applicare un concetto di welfare aziendale, ma questa è un’altra storia .

Ford non è l’unico esempio per capire quanto la diversità e la compensazione siano indispensabili per creare idee di business vincenti che abbiano una visione al futuro. Per restare dentro i confini del nostro “bel paese” abbiamo come esempio uno dei più grandi imprenditori della storia: Adriano Olivetti. Anche lui in azienda non voleva circondarsi di figure professionalmente qualificate, bensì persone che potessero portare un contributo e una visione del prodotto non convenzionale alla routine produttiva di quei tempi. Scelse artisti, scrittori, persone con una cultura totalmente distante dalla tecnica meccanica e informatica. Anche lui, il caso vuole, è un grande esempio di welfare aziendale.
Io non so te, ma rispetto e condivido pienamente la teoria di questi grandi imprenditori. Per questo, nel mio piccolo grande sogno di impresa, cerco di circondarmi di persone culturalmente diverse e con competenze lontane dalle mie, per trovare in loro ispirazione che sappiano compensare la mia logica di fare impresa. 


 “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo.” Cit. Henry Ford