LA TEORIA DELL’ARMADIO PER UN MARKETING VINCENTE!

Quando incontro nuove persone tra le domande più gettonate spesso c’è “di cosa ti occupi?”, e quando tra le risposte sento dire “mi occupo di marketing” si crea nei miei pensieri un grande punto interrogativo che dice “in che senso?”

La parola marketing ha fin troppe definizioni, ma con interpretazioni diverse, sicuramente unite da un filo conduttore che è difficile da interpretare. Mentre sempre più spesso trovo risposte molto più chiare e comprensibili come “aiuto le aziende a generare più fatturato” oppure “aiuto le imprese nel trovare la strategia per vendere online”. Questa è una definizione del proprio lavoro che a me piace! E’ semplice ma pur sempre efficace!

Dietro la parola marketing si cela un grande mistero, soprattutto per coloro che lo praticano, che spesso è legato all’individuo. Mi spiego meglio, ognuno interpreta e si applica nella vita, e lavoro, come meglio crede. Il “Marketing Man” può dimostrare un approccio, considerato strategico o meno, al suo lavoro. Per farvi capire la differenza in maniera efficace e ben comprensibile ti illustrerò quella che io chiamo “La teoria dell’Armadio”.

Innanzitutto un armadio è un contenitore che raccoglie tutte le vesti che rappresenteranno al pubblico la persona (o azienda). Perché il costume identifica le persone, come dice Coco Chanel” La moda non è qualcosa che esiste soltanto negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che sta accadendo”.

Hai ragione, c’è quel famoso detto (oramai fin troppo datato) che dice “l’abito non fa il Monaco”, ma scusa perché tu hai mai visto una persona vestita da monaco che NON lo sia veramente…? 🤔

Immagina la scena classica di molte mattine quando ci si trova di fronte l’armadio per capire cosa mettere, dopo aver dato un’occhiata fuori dalla finestra, con gli occhi ancora abbottonati, per cercare aiuto dal tempo. Si, perché anche nel Marketing si SCEGLIE e molte di queste scelte sono condizionate da variabili, climatiche e non, che impongono dei paletti proprio come lo fa il tempo, le stagioni e la destinazione quando viene deciso l’abito adatto alla giornata.

Personalmente considero che dietro tutte quelle attività di marketing che vediamo ci siano prevalentemente persone che in parte le identifichino. Proprio come nell’abbigliamento.

Giusto per darvi qualche esempio:

Stile Classic: sono quelle persone che hanno studiato e sanno con precisione quelli che sono i processi e gli strumenti per un marketing didattico. Ebbene sì, sono quelle persone molto preparate: conoscono il giusto abbinamento mantenendo uno stile comune, per non dire casto. Ma non si capisce se questo modo di essere sia carente di fantasia o se sia semplicemente la paura di uscire fuori da quegli schemi didattici che l’istruzione insegna. Il risultato: passare nella mediocrità senza essere distinti nel mercato.

Casual: loro sono i più forti. Praticamente sono quelle persone che non decidono, o meglio, prendono le prime cose che trovano sotto mano e partono. Praticamente nel marketing sono le stesse persone che lavorano senza alcuna strategia o pianificazione. Scoprono un nuovo strumento o metodo, lo applicano finché non si stancano, dopodiché lo lasciano. Questa incongruenza non porta mai a dei risultati tangibili nel tempo. Come in tutte le attività una strategia pianificata è indispensabile.

Trendy: adoro questo stile. Sono sempre aggiornati sull’ultimo trend in voga. In ambito lavorativo sono quelle persone che ti spiazzano: conoscono sempre l’ultimo approccio e metodo e ti fanno sentire come un “bischero”, del tipo “ma come! non sapevi che il metodo migliore è facendo…?”. L’unico piccolo difetto è che necessita saperlo applicare e, soprattutto, controllare per constatare che sia efficace. In questo dovrebbero imparare da chi si veste con uno stile classic.

Hippy: Sono FE NO ME NA LI! Giuro che non sto scherzando! Praticamente, con uno stile un po’ anarchico, vanno contro tendenza.

Uno si chiede: perché? Semplice, ciò che viene notato oltre all’ultima tendenza è la CONTROtendenza!

Loro sì che sono persone preparate. Sanno pianificare una strategia molto affinata e la applicano con un controllo maniacale. Per farvi un esempio sono quelle attività che con uno scandalo ottengono audience e, di conseguenza, si fanno riconoscere. Dopodiché, per recuperare la cattiva reputazione (brand reputation), applicano un canale comunicativo riparatorio, facendo passare il brand come vittima da imitare moralmente.

Bohémien: Loro sono grandiosi. Praticamente sono quelle persone talmente superiori, che non portano bandiera. Li troviamo primi in classifica nella Hit Parade dei Guru del Marketing curando molto il Personal Branding (dove sono veramente dei professionisti senza uguali). Ognuno di loro porta avanti il proprio concetto di content marketing e, per spezzare una lancia a loro favore, voglio dire che a mio parere trasmettono sempre concetti utili e validi. Personalmente li ammiro molto, perché, anche se non mi danno la giusta chiave di volta, prendo sempre ispirazione. Però bisogna vedere se sono bravi quanto nell’insegnamento anche nelle attività pratiche nelle aziende. Ma non ci vedrei niente di strano se non lo fosse, infondo è risaputo che chi è bravo nell’insegnare lo è meno nella pratica.

Premetto: questo è un mio punto di vista che, senza alcuna presunzione, cerco di condividere senza proposito di influenzare il tuo. Considerala come una riflessione che, soprattutto nel mio caso, è stata molto costruttiva.

Ora ti starai domandando “Samuel, ma tu di cosa ti occupi? Come applichi la tua strategia di marketing?” Ecco, il mio lavoro è analizzare il mercato focalizzando una posizione precisa, prendendo esempio da ognuno degli stili, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificarla insieme al team.

Il mio stile punta molto sulla creatività, dove un abito, un dettaglio caratteristico crea la propria personalità. Questo, applicato nelle attività di Marketing mette in rilievo un carattere vivo dell’azienda, ma naturalmente deve essere dosato perché, come tutte le cose, altrimenti diventa estrosità eccentrica che anziché essere apprezzata diventa inopportuna.

Quindi la mattinata comune mi vede di fronte l’armadio, con le ante spalancate, pronto a SCEGLIERE. Fissando tutti gli abiti scelgo i migliori partner, lo sviluppo dei servizi che l’azienda offre (valore molto importante per un’azienda), le strategie e, in fine, cosa mettermi 😉